Specchia: l'antico borgo disegnato dalla luce

Specchia: l'antico borgo disegnato dalla luce

Il Salento è ricco di tantissime piccole gemme da scoprire, completamente immersi nella quiete e nella luce che si riflette sulla pietra bianca delle case salentine. Specchia rientra tra i borghi antichi più belli d'Italia ed è una vera e propria delizia per gli occhi dei visitatori. Le strette stradine acciottolate ospitano eleganti architetture tra il barocco e il neoclassico che donano al piccolo borgo un aspetto elegante e senza tempo. Intorno al paesino, la campagna salentina si esprime in tutta la sua bellezza con grandi distese di ulivi secolari, prati fioriti e a pochi passi, alcune delle spiagge più belle di tutta la Puglia. 

Ripercorriamo insieme la storia e le principali attrattive che rendono Specchia uno dei borghi più pittoreschi ed affascinanti di tutto il Sud Salento. 

La storia del borgo di Specchia

Situata a circa 50 chilometri da Lecce e collocata nel bel mezzo dell'entroterra salentino, Specchia è un borgo pugliese dal ricco patrimonio storico e artistico. Il suo centro storico custodisce un antico passato che è possibile scorgere nelle architetture e nelle varie insegne storiche disseminate per tutto il paese. 

Qualche informazione in più sul passato antico di Specchia si può ricavare dall'etimologia del suo stesso nome, che sembrerebbe derivare da speculum, termine che fa riferimento a cumuli dalla forma conica, formati da pietre calcaree che i Messapi, antica civiltà che abitava in passato la terra salentina prima dell'arrivo dei Romani, utilizzavano come torrette che avevano la funzione di difendere il territorio da nemici e attacchi esterni. 

Le prime citazioni di Specchia nei documenti dell'antichità risalgono al Medioevo e più precisamente, ai tempi in cui il re Tancredi, intorno all'anno 1000, sottopose Specchia al dominio di Lecce, per donarla poi come feudo nel 1191 alla famiglia dei Monteroni. A lasciare un segno importante fu però la famiglia Ripa, sotto il dominio della quale, la città riuscì ad espandersi da un punto di vista commerciale. Oggi la città mantiene l'aspetto di un tempo, con il centro storico ben racchiuso da una cinta muraria che, in un tratto,  reca l'emblema della cittadina indicante un mandorlo fiorito in cima. 

La piccola cittadina è ricca di edicole votive, scalinate, muretti a secco e tantissimi belvedere strategici che regalano una vista bellissima su tutto il panorama circostante. L'itinerario alla scoperta di Specchia parte da Piazza del Popolo, la piazza principale su cui si affacciano edifici come la Chiesa della Presentazione della Beata Vergine Maria e il Palazzo Baronale Ripa, solitamente luogo di incontro della città grazie alla presenza di bar e ristorantini dove è possibile godersi alcune delle più famose prelibatezze salentine. Sulla stessa piazza si affaccia Palazzo Protonobilissimo Risolocostruzione risalente al Cinquecento, a pianta quadrata, dominata da una torre merlata che lascia intravedere la cinta muraria che, in passato, doveva difendere un castello poi trasformato in dimora nobiliare. 

Un'altra attrazione da non perdere è il Convento dei Francescani Neri, rimaneggiato in stile barocco nel corso dell'Ottocento, vicino alla Chiesa di Santa Caterina che custodisce al suo interno scene riguardanti la vita quotidiana della santa. 

Specchia nasconde una città sotterranea di frantoi ipogei, testimonianza del lavoro contadino che partendo dalla lavorazione delle materie prime portava alla produzione dell' "oro lampante", così come veniva chiamato l'olio d'oliva. Esso veniva chiamato così perchè utilizzato come combustibile per l'illuminazione delle lampade ad olio in tutta Europa. A quei tempi l'olio aveva un valore economico enorme, paragonabile a quello dell'oro, da cui l'associazione simbolica. 

Specchia: il luogo perfetto per iniziare un viaggio nell'enogastronomia salentina 

Il Salento è ricco di prelibatezze che, non possono far altro che rendere felice il palato di chi sceglie di fare tappa in questa piccola gemma del Salento. Le materie prime fornite dalla terra e dal raccolto nei campi, assieme alla cultura dell'olio di cui prima parlavamo, hanno reso questo angolo dell'Italia uno dei posti più amati dalle buone forchette. 

Da ordinare in antiche trattorie di paese o in un agriturismo circondato dagli ulivi, le ricette tradizionali da non perdere sono: ciceri e tria, a base di pasta fresca fatta in casa, ceci e pasta fritta come tocco finale; pezzetti di cavallo al sugo, cotti a fuoco lento e gustati da soli o utilizzati, di solito, per la farcitura di ottimi panini. Tra gli aperitivi più conosciuti ci sono le famose pittule, ovvero frittelle di pasta fritta salate e condite con verdure e ortaggi vari, assieme a crocchette di patate farcite di menta profumata e bruschette condite con olio e pomodoro fresco. Tra i dolci il pasticciotto leccese è una delle merende preferite da chi scende giù in Salento, spesso accompagnato da un buon caffè che non fa altro che esaltarne ogni sapore. 

I sapori pugliesi comprendono anche il pesce fresco, cereali e legumi che spesso costituiscono gli ingredienti base per la realizzazione di primi e secondi che vanno ad esaltare la tradizione marittima e contadina del Salento. Ogni piatto va abbinato con il giusto vino come un rosso Negramaro, un Primitivo o Salice Salentino, che rendono l'esperienza culinaria un vero e proprio viaggio indimenticabile tra i sapori del Salento che, dalla cantina arrivano sulla nostra tavola.  

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