Galatina è una delle città più importanti del Salento. Conosciuta come "l'ombelico del Salento" per via della posizione centrale che occupa nell'entroterra salentino, questa cittadina è ricca di antichi palazzi nobiliari, chiese e vecchie case a corte in cui è possibile respirare un'atmosfera elegante e sofisticata. Assieme a Lecce, ormai nota in tutto il mondo per la sua bellezza artistica, Galatina è, infatti, una delle città salentine, in cui è possibile ammirare il modo in cui la pietra leccese, sapientemente lavorata dagli artigiani locali, si declina nelle sue più svariate forme, dando vita a vere e proprie opere d'arte.
A Galatina si cammina sempre con il naso all'insù, in quanto il fascino e la bellezza di questi antichi palazzi non fa altro che meravigliare i visitatori, che stradina dopo stradina rimangono sempre più estasiati. La città, aveva in passato una grande importanza. Era proprio qui che il fenomeno del tarantismo iniziò a svilupparsi e cominciò a suscitare l'interesse di tanti studiosi del folklore e degli antropologi.
Il patrimonio artistico della città di Galatina
Il centro storico di Galatina è uno dei più belli del Salento. È un vero e proprio gioiellino scolpito nella pietra, fatto di stradine acciottolate, caratteristiche case a corte ( tipiche abitazioni contadine che, di solito, presentano un cortile antistante scoperto attorno al quale si sviluppano varie unità abitative, spesso collegate da portici e scale in comune) e palazzi antichi che si stagliano imponenti, trasfomandosi in un vero e proprio museo a cielo aperto.
La città presenta tre diverse porte che costituiscono tre diverse vie di accesso alla città:
Porta Luce posta vicino al Santuario della Madonna della Luce; Porta Cappuccini, dietro la quale si snoda il vicoletto utilizzato dai frati per raggiungere il Monte di Pietà; Porta Nuova, sovrastata dalla Statua di San Pietro.
Attraverso le stradine del centro storico, si arriva alla Chiesa Madre dedicata agli apostoli Pietro e Paolo, costruita in stile tardo - barocco nel XIV secolo: al suo interno sono custodite tele di pregio, e vari affreschi che raffigurano la vita del Santo.
La Basilica di Santa Caterina d'Alessandria: un'esplosione di arte e colori nel cuore del Salento
Ma Galatina nasconde un tesoro che ormai da tanti anni è Monumento Nazionale: la Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria. In stile romanico, con una commistione di vari elementi che vanno dal bizantino al gotico, questa piccola chiesa in pietra rosa si differenzia dal resto delle chiese barocche ed ha una storia particolarmente interessante. Fu il feudatario Raimondello Orsini del Balzo che ne ordinò l'edificazione tra il 1383 e il 1385, per consegnarla poi nel 1391 ai Padri francescani. La Basilica, dedicata a Santa Caterina, sembra sia nata come un tempio dedicato dal feudatario che avrebbe dovuto custodire una reliquia che Raimondello sottrasse con uno stratagemma nel santuario dedicato alla santa situato sul Monte Sinai durante il ritorno da una crociata. Sostanzialmente, alla base della costruzione della Basilica, c'era in fondo il sogno da parte di Raimondello di divenire un vero e proprio ponte, un tramite tra Occidente e Oriente.
Nel 1406 Raimondello morì e la moglie Maria D'Enghien, in accordo con i frati francescani, si mise alla guida dei lavori, reclutando vari maestri d'arte provenienti dalla scuola senese e giottesca per la realizzazione degli affreschi che ancora oggi ricoprono l'intera basilica.
Una volta superata la piccola porta posta sulla facciata, si resta letteralmente senza fiato. La struttura della chiesa a tre navate è maestosa, con una navate centrale che svetta verso l'alto culminando in una volta a crociera.Tutto intorno è un tripudio di capitelli, volte e pareti completamente ricoperti di affreschi che, suddivisi in circa 9 cicli pittorici, sono stati realizzati da mani diverse, tutte protese verso la realizzazione di un'opera artistica, che di fatto cerca di comunicare attraverso le immagini un messaggio universale: protendersi e aprirsi verso l'altro, verso il diverso da noi.
Galatina: crocevia di riti, musica e tradizione dolciaria
Galatina non è solo una città d'arte, ma un vero e proprio simbolo dell'immaginario collettivo pugliese, dove sacro e profano, ritualità e convivialità si intrecciano da secoli. È qui che si assiste, in passato, alla nascita di uno dei dessert che ha reso famoso il Salento in tutto il mondo, ovvero il pasticciotto leccese e il fenomeno del tarantismo.
Il tarantismo è stato uno dei fenomeni antropologici più studiato del Sud Italia. Secondo la tradizione popolare, il morso della taranta provocava uno stato di sofferenza fisica e psichica, curabile solo attraverso danza frenetica e colori rituali. Le donne colpite dal morso della taranta, si recavano ogni anno a Galatina , dove all'interno della Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, dove il rito aveva inizio con la bevuta dell'acqua proveniente da un pozzo dedicato alla Santa, che si riteneva avesse delle funzioni terapeutiche. A differenza di altri centri del Salento, Galatina divenne il luogo della "cura", non del morso. Questo ha rafforzato nel tempo il suo ruolo simbolico, di città che accoglie e che guarisce.
Parallelamente Galatina è la città in cui, secondo una tradizione accreditata, nasce nel XVIII secolo il pasticciotto leccese, dolce simbolo della gastronomia salentina realizzato con pasta frolla e crema pasticcera dalla storica pasticceria Ascalone. Sebbene il tarantismo e il pasticciotto leccese appartengano a sfere completamente diverse condividono un elemento centrale: entrambi rispodono a bisogni concreti del corpo e della comunità, il primo attraverso un rituale di cura collettivo, il secondo attraverso il cibo come forma di nutrimento e socialità. Questo duplice patrimonio contribuisce a definire l'identità di Galatina come luogo in cui tradizioni popolari, spiritualità e vita quotidiana si intrecciano continuamente.